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Leasing: come acquistare un’auto

Sicuramente il leasing è un nuovo metodo d’acquisto favorevole al momento di crisi che stiamo vivendo ed acquistare un autovettura con tale metodo e pagarla comodamente a rate e decidere alla fine se riscattarla o meno potrebbe essere proprio quello che fa al caso vostro, però, cari amici, non sapete come fare?

Ecco oggi siamo qui con voi col nostro blog che offre guide in qualsiasi campo per darvi un aiutino di come muovervi per acquistare un autovetture col leasing, seguite cosa sotto vi indicherò:

Scegli l’autovettura che vuoi acquistare, recati da un concessionario di auto e fai la tua richiesta, Il concessionario farà domanda alla società incaricata che darà tutte le spiegazioni di come fare per formulare un tale tipo di contratto, la società di leasing diventerà proprietaria dell’autovettura e la metterà a disposizione di chi la vuole acquistare.
La vendita prevede di rateizzare il costo in rate mensili o bimestrali, nella prima rata vanno incluse le quote d’assicurazione, quindi sarà lievemente più alta.
Alla fine del contratto potrai decidere se riscattare l’auto con una maxi rata ovvero richiedere un’auto nuova e riiniziare un nuovo leasing.
Se hai una società e regolare partita iva avrai diversi sgravi fiscali per questi tipi di contratti.

Termini protesto cambiale

I termini per il protesto della cambiale sono sanciti dalla legge, se dunque una cambiale non viene pagata alla scadenza si procede alla levata da protesto nei termini previsti. Con la levata del protesto si porta a conoscenza con atto pubblico, redatto da un notaio o un ufficiale giudiziario del mancato pagamento del titolo di credito o la mancata accettazione. Per quanto riguarda la cambiale i termini previsti per il protesto variano dalla tipologia stessa della cambiale.

TERMINI DEL PROTESTO CAMBIALE: TIPOLOGIE

La norma prevede che la levata del protesto sia effettuata entro uno dei due giorni feriali successivi alla scadenza del titolo. Se una cambiale prevede che sia a giorno fisso, ovvero ha una data certa per il pagamento, che sia a certo tempo vista, ovvero che la somma sia pagata entro una certa data dall’accettazione o a certo tempo data, che sia pagata entro una certo periodo dall’emissione va tenuto conto del termine ultimo di pagamento per poter effettuare la levata del protesto. Caso particolare sono invece le cambiali a vista, ovvero le cambiali che non indicano data di pamento e vanno pagate dietro presentazione del beneficiario. Il protesto in questo caso deve essere levato entro un anno dalla data di emissione.

TERMINI PROTESTO CAMBIALE: MARCA DA BOLLO

Per rendere esecutiva la cambiale deve essere apposta la marca da bollo, detta anche imposta di bollo. Questa essendo uno dei requisiti fondamentali affinchè diventi esecutiva, senza o con un bollo insufficiente non è un titolo esecutivo, questo non vuol dire che non più valida semplicemente non può essere protestata. Quindi oltre alla data apposta, che ne determina i tempi della levata del protesto, se mancante di bollo una cambiale non può essere protestata anche se nei termini.

TERMINI PROTESTO CAMBIALE: MODALITA’

Il protesto deve contenere, il nome del richiedente, l’indicazione del luogo in cui è stato fatto, la sottoscrizione del notaio o ufficiale giudiziario e deve essere redatto su atto separato e sulla cambiale deve esserene fatta menzione, può essere altresi redatto sulla cambiale stessa, sul duplicato o sulla copia.

Cro bonifico dove trovarlo a cosa serve

Il Cro, acronimo di codice di riferimento operazione, per ogni operazione viene appunto assegnato un codice, il CRO bonifico è il codice che lo identifica nello specifico. Si può considerare una specie di verifica che la movimentazione di fondi è stata effettuata. E’ un codice composto da 11 cifre, diverso per ogni possessore di conto corrente e le ultime due sono quelle che identificano la transazione specifica

CRO BONIFICO: DOVE TROVARLO

L’uso del CRO serve a cercare le varie transazioni, permettendoci di verificarne l’esistenza. Possiamo trovarlo nella ricevuta del bonifco, in caso non lo troviate potrete richiederlo direttamente in filiale. Nel caso di carte prepagate che hanno associatio un codice IBAN e offrono quindi la possibilità di inviare bonifici on line, il CRO non sarà indicato nella ricevuta e dovrete quindi richiederlo appositamente.

CRO BONIFICO: A COSA SERVE

Il CRO attesta l’avvenuta operazione e quindi l’effettivo trasferimento di fondi da un conto all’altro. Generalmente lo si rilascia ai fornitori per verificare l’avvenuto trasferimento poichè per vedere un bonifico bancario sono necessarie almeno 48 h per poterlo visualizzare sul conto, utilizzare quindi il CRO agevola le due parti, il debitore comunicherà semplicemente il codice e il creditore potrà verificare l’effettiva operazione.

CRO BONIFICO: POSTE ITALIANE

Anche poste italiane pur non essendo una banca ha un suo codice CRO, è composto però da 15 cifre anzichè 11. Le prime quattro, 7601, rappresentano l’operatore, Poste italiane appunto, mentre le altre seguono le stesse regole generali.

CRO BONIFICO: LE DIFFERENZE CON IL CODICE TRN E CODICE CRI

Con l’introduzione del circuito SEPA il CRO è stato sostituito dal TRN, Tranaction Reference Number, codice alfanumerico di 30 cifre che dal sesto al sedicesimo carattere contiene il numero di CRO. Il codice CRI, codice riferimento interno, è il codice che identifica le operazioni effettuate all’interno della stessa banca.