Maschio o femmina: chi è più difficile educare?

Una coppia decide di avere un figlio, la donna scopre di essere incinta e poi? Ovviamente
di che sesso sarà? Maschio o femmina? E da lì parte il conto alla rovescia fino ad arrivare
alla tanto attesa ecografia che ci dirà: Complimenti è un bel maschietto? O, complimenti è
una bella femminuccia. E così inizia la scelta dei completini, celeste se maschio, rosa se
femmina. Poi arriva il giorno della nascita, l’allattamento, lo svezzamento e finalmente il
bambino/a inizia a camminare e a dire le prime parole. E fin qui, al di dei colori dei vestiti
differenti e del sesso, le diversità tra maschio e femmina non si notano poi così tanto.

E
invece, le differenze ci sono e come. I figli maschi, solitamente sono molto vivaci e
richiedono ai genitori moltissime energie, ma, spesso, anche le femminucce non sono da
mento. Non si può generalizzare in relazione al sesso, in quanto ogni bambino è un
individuo a sé stante, con il suo carattere e la sua personalità. Però possiamo sicuramente
affermare che la società, i genitori e i geni stessi influiscono sulla crescita del bambino e si
è portati a trattare i maschietti in maniera diversa dalla femminucce. Con i primi si tende a
fare giochi più attivi e in movimento, con quest’ultime, invece, usiamo un tono più dolce e
giochi più tranquilli. Secondo lo studioso Leonard Sax, i genitori stessi educano i
maschietti in modo differente dalle femminucce, perché in realtà sono diversi.

E chi è più difficile da educare dei due? I maschi ascoltano meno. Ciò perché sin dalla nascita
l’apparato uditivo è meno sviluppato rispetto a quello delle femmine, che hanno un udito
molto più fine. Di contro, i maschietti sono più tattili, meno verbali, più impulsivi, rumorosi e
vivaci già nei primi due-tre anni di vita. I maschi sono più spericolati delle piccole che
devono essere incoraggiate a rischiare di più. Differenze anche nel disegno, dove le
femmine usano i colori dell’arcobaleno e disegnano persone, mentre i maschi preferiscono
le sfumature tendenti al blu, al nero e adorano immagini di guerre e veicoli.

Se poi vogliamo approfondire gli aspetti più profondi, come l’autostima, anche in questo caso
sono presenti delle discrepanze: le bimbe, più obbedienti, tendono a crescere con meno
autostima e con più insicurezze rispetto ai bambini più sicuri di sé. E, infine, la scuola,
dove per i maschi, più manuali e immaturi, è difficile stare sui banchi e al chiuso, a
differenza delle femmine, più attente, studiose e più abili nel linguaggio e nella manualità.

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